Ipnosi
CENNI STORICI
Le origini
Sebbene le origini dell’ipnosi si perdano nella notte dei tempi, accenni ad essa sono reperibili nell’antico Egitto e in Grecia, in alcuni papiri egizi, sono descritte delle pratiche molto simili all’ipnosi, ma il titolo di padre dell’ipnosi spetta di diritto a James Braid (1795 - 1860) , un medico scozzese laureatosi all’università di Edimburgo che cominciò ad interessarsi al magnetismo animale, di cui aveva visto una rappresentazione di Charles Lafontaine , un “mesmerizzatore” itinerante.
Braid inizialmente fu interessato in quanto credeva che Lafontaine fosse un ciarlatano e quindi di poterlo smentire,invece quando constatò personalmente che una persona, dopo l’induzione non riusciva ad aprire le palpebre, fu talmente preso, che decise di studiare a fondo la materia al punto che dopo vari esperimenti, dopo un anno diede alla stampa un libro dal titolo “Neurypnology: or the Rationale of Nervous Sleep”,(Neuroipnologia:ovvero spiegazione del sonno nervoso) in cui per la prima volta compaiono le parole Ipnosi, Ipnotizzatore e Ipnotista.
Braid, come pure l’Abbè Faria, non condivise il principio e i metodi del fluido magnetico, per cui usò come tecnica principale, quella di chiedere al soggetto di fissare una luce o un oggetto luminoso posto tra i venti e i quaranta centimetri dagli occhi. In genere ciò induce alla chiusura spontanea degli occhi.
Pensando che lo stato di trance in cui entrava la persona, fosse simile al sonno, gli diede il nome del Dio greco del sonno Hypnos.
Una svolta importante agli studi sull’ipnosi si deve ad medico di Nancy, A.A. Lièbault, il quale introduce il concetto di suggestione e quindi attribuisce alla presenza di fattori psicologici il determinarsi dello stato ipnotico, riportando la tecnica in un ambito scientifico e prendendo le distanze dall’alone di mistero e di magia che aveva avvolto fino a qiel momento l’uso di queste pratiche. Gli allievi di Lièbeault dettero vita alla cosiddetta scuola di Nancy, ancora oggi culla degli studi moderni sull'ipnosi. Altra figura importante per l’evoluzione dell'ipnotismo è il francese Jean Martin Charcot (1825-1893) della Scuola parigina di Salpetrière. Il quale però crede addirittura che l'ipnotismo sia un fenomeno patologico molto simile all'isteria, pur essendo la sua impostazione molto lontana dal vero, ha il merito di introdurre l'ipnosi nel mondo della medicina ufficiale e di allontanarla definitivamente dalle interpretazioni mistiche e magiche.
Con l’avvento della psicoanalisi gli studi sull'ipnosi, hanno un momento di crisi. Lo stesso Sigmund Freud (1856-1939), pur conoscendola e l'applicandola, la rigettò a favore della psicoanalisi che divenne l’unica tecnica per curare le nevrosi.
Dobbiamo aspettare la fine degli anni Cinquanta per ritrovare un nuovo interesse per l'ipnosi. In Italia grazie a Franco Granone il più importante studioso moderno dell'ipnosi, che fonda all’Universitaria di Pavia nel 1960, l'AMISI Associazione Medica Italiana per lo Studio dell'Ipnosi. contemporaneamente a Phoenix, in Arizona, Milton Erickson (1901-1980) geniale e originalissimo interprete dell'ipnosi moderna, studia e lavora con l'ipnosi, le cui tecniche sono ancora oggi tra le più studiate ed utilizzate in tutto il mondo.
MA……… COSA E’ VERAMENTE L’IPNOSI ?
L’ipnosi si può definire: “ una strada che conduce alla nostra mente molto velocemente”
L’Ipnosi è COMUNICAZIONE, un livello di comunicazione profonda che si instaura tra due individui, uno scambio di comunicazione verbale e non verbale, nel pieno rispetto, dove l’operatore è in grado di modificare la rotta di fronte a ogni esigenza del suo cliente.
La suggestione ipnotica è un particolare tipo di comunicazione che permette di superare la barriera del cosciente ed accedere all’inconscio dell’individuo per comunicare direttamente.
Nello stato d’ipnosi non viene annullata la volontà del soggetto: ciò che avviene è solamente l’attenzione che l’ipnotizzato presta a quanto suggerito dall’ipnotizzatore, conservando totalmente alla propria libertà personale di fare o meno quanto richiesto.
È infatti falso, oltre che scientificamente mai dimostrato, che attraverso l’ipnosi si possa plagiare qualcuno o indurlo a commettere atti contrari alla sua morale o alla sua volontà.
Altro luogo comune da sfatare è che i soggetti ipnotizzabili siano persone impressionabili, deboli o poco intelligenti, al contrario, è vero che per poter instaurare un rapporto ipnotico, il soggetto deve avere molta fantasia e intelligenza per comprendere e seguire le suggestioni che gli vengono proposte.
Quando si utilizza l’ipnosi come tecnica per rimuovere sintomi psicosomatici, per liberarsi da abitudini negative (fumo, cibo, alcool, oppure per vincere la balbuzie, lì insonnia, la timidezza, o per combattere l’ansia o fobie, i risultati possono essere sorprendenti, anche se difficilmente ottenibili e mantenibili solo con una seduta.
L’ipnosi è un processo della nostra psiche assolutamente naturale, anche se viene innescata da un’altra persona, essa è comunque una risorsa autogena , per cui l’ipnosi potrebbe rientrare nel campo dei metodi di guarigione naturali, quelle cioè che fanno leva sulle risorse interne all’individuo.
A COSA SERVE?
L’ipnosi funziona, Ricerche cliniche e sperimentali dimostrano e spiegano perché l’ipnosi sia così efficace contro malattie ostinate, come per esempio le dermopatie, dimostrano inoltre che è un mezzo adatto per la terapia del dolore tanto da poter sostituire l’anestesia farmacologica. Dell’ipnosi oggi si sa molto.
I dati di uno studio pubblicato dal Journal of the National Cancer InstituteIpnosi, un’alleata contro il dolore permette di alleviare l’ansia e ridurre gli analgesici, in alcune terapie oncologiche. Diversi ospedali italiani la utilizzano.
Non solo farmaci per contrastare la sofferenza durante e dopo un’operazione chirurgica. Secondo uno studio americano recentemente pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute, una breve seduta di ipnosi prima di un intervento allevia l’ansia e il dolore, permettendo di somministrare una minor quantità di analgesici e traducendosi in un’esperienza meno traumatica per le pazienti e meno costosa per l’ospedale.
. «Tramite l’ipnosi si può accompagnare virtualmente il malato in una condizione di benessere, stimolandolo ad evocare situazioni piacevoli, in modo tale che, dopo l’intervento o anche al risveglio, quando è necessaria un’anestesia generale, la sua percezione del dolore sia minore»
O, ancora, tramite tecniche di rilassamento si può offrire un sostegno psicologico “potenziato”, per superare i momenti difficili della malattia, inducendo calma e ottimismo per contrastare ansia e paura».
Una soluzione altrettanto efficace può essere quella di insegnare ai malati a praticare l’auto-ipnosi (una tecnica simile al training autogeno e alle tecniche di meditazione), grazie alla quale i pazienti dovrebbero riuscire a scivolare in uno stato di benessere quando ne hanno bisogno, in day hospital per le sedute di chemioterapia o quando serve un aiuto a casa contro stanchezza cronica, nausea, debolezza.
Le potenzialità dell’ipnosi sono già applicate in altri ambiti (per smettere di fumare, perdere peso o contro alcuni disturbi della psiche) e, gradualmente, vengono riconosciute anche in Italia come valide terapie complementari, utili se affiancate ad interventi di altro tipo. A utilizzare questa tecnica sui pazienti oncologici, infatti, sono già diverse strutture, fra cui l’Istituto Nazionale Tumori e l’ospedale San Raffaele di Milano, l’azienda ospedaliera Brotzu di Cagliari, l’ospedale Umberto I di Lugo di Romagna (Ravenna), l’azienda ospedaliera Molinette di Torino e gli ospedali di Legnago (Verona), Garbagnate (Varese) e Varese.
«Al pari di agopuntura e massaggi, le tecniche ipnotiche sono mezzi utili ed efficaci contro il dolore e gli effetti indesiderati delle terapie.
Lo psicoterapeuta ericksoniano utilizza il termine "inconscio" come riferimento di quel settore individuale nel quale sono immagazzinate informazioni ed esperienze apprese nel corso della vita. E' questa una accezione che si differenzia da quella considerata dalla psicoanalisi tradizionale, e con quel termine si sottolinea il ruolo dell'inconscio quale risorsa piuttosto che come entità; nella quale dominano condizioni pulsionali conflittuali che richiederebbero l'impiego di diversi meccanismi di difesa per il maggior equilibrio affettivo e sociale dell'individuo.
Nell'ottica ericksoniana l'inconscio comprende ciò che noi sappiamo anche senza la consapevolezza di saperlo e le potenzialita' insite sovente ignorate. Il linguaggio analogico metaforico è il mezzo che lo psicoterapeuta ericksoniano utilizza per comunicare con quella parte della mente del soggetto che Erickson definiva inconscio e che in un certo senso potrebbe corrispondere maggiormente, nella terminologia freudiana, al preconscio.
L’uomo non h limiti, se non quelli che lui stesso si impone. Tramite l’ipnosi potrete superare questi limiti e aprire nuove possibilità a voi e agli altri.
Imparerete ad eliminare lo stress, a lenire il dolore fisico, a sviluppare capacità creative ed artistiche a rafforzare la volontà, e ad affrontare la vita serenamente.
CONCLUSIONI:
Regola fondamentale di questo sistema è che: LA REALTA’ E’ SOGGETTIVA.
LA REALTA’ E’ SEMPRE RELATIVA AL SOGGETTO, ALL’INDIVIDUO CHE LA OSSERVA. LA DIVERSITA’ DEI PUNTI DI VISTA E’ DATA INFATTI DA OGNI PERSONA, DA OGNI SINGOLO OSSERVATORE CHE SI PONE DI FRONTE ALLO STESSO OGGETTO DI OSSERVAZIONE. SE COSI’ NON FOSSE, SE LA REALTA’ NON FOSSE SOGGETTIVA, CI TROVEREMMO A PENSARE TUTTI LE STESSE COSE, AD AVERE GLI STESSI GUSTI E LE STESSE REAZIONI.
SUGGERIMENTI:
COMUNICARE VUOL DIRE RENDERE COMUNE AGLI ALTRI CIO’ CHE E’ NOSTRO; CIO’ SIGNIFICA ANCHE, SAPER COGLIERE E FARE PROPRI I DESIDERI REALI DEL SOGGETTO, E RITRASMETTERGLIELI PER PORTARLI A REALIZZAZIONE.
IN QUESTO SENSO UN BUON OPERATORE NON SI ESIMERA’ DAL VIVERE SU DI SE’ L’ESPERIENZA DELL’IPNOSI, ESSENDO SOGGETTO A SUA VOLTA DI ALTRI OPERATORI.
SICUREZZA, FIDUCIA, FANTASIA, SERENITA’ E DETERMINAZIONE SONO IL SUPPORTO ALLA NOSTRA COMUNICAZIONE, CHE SARA’ IL MEZZO PER ACCEDERE AD UN’ESPERIENZA IN GRADO DI RENDERE PIU’ AMPI, GLI ORIZZONTI DEL VIVERE QUOTIDIANO