Kundalini tantra
LA KUNDALINI, LA SHAKTI E IL RITO TANTRICO
KUNDALINI TANTRA
I tantra definiscono la Kundalini la forza latente dell'uomo ed è arrotolata tre volte e mezzo la intorno alla base della colonna vertebrale.
Il principio fondamentale della tradizione tantrica è nella dottrina dei sette chakra e del risveglio dell'energia kundalinî, che significa "serpente" il termine si riferisce a un serpente femmina, a una dea-serpente, non di materia "grossolana", ma di materia "sottile", che va immaginata arrotolata in uno stato di torpore, addormentata, nel primo dei sette centri sottili, presso la base della colonna vertebrale. Il fine del kundalini yoga è quello di risvegliare questa dea-serpente, di far sì che alzi la testa e risalga lungo un canale, o nervo sottile, sushumna, che passa lungo la colonna vertebrale, fino a raggiungere, dopo aver attraversato tutti gli altri chakra, al centro detto "loto dai mille petali" (sahasrara) situato alla sommità del capo, (dove in genere si forma la fontanella dei bambini).
Accanto alla sushumna , si trovano altri due canali energetici, uno a sinistra, detto ida, sale serpeggiando dal testicolo sinistro (nell’uomo) alla narice destra ed è associato all’ energia femminile, fredda, umida, lunare, il secondo, detto pingala, sale dal testicolo destro alla narice sinistra e la sua energia è maschile, solare, calda e secca.
Il compito dei praticanti è quello di risvegliare la Dea-serpente Kundalinî, e farla risalire lungo l'asse centrale, passando dal chakra più basso a quello più alto, man mano risvegliandoli; ciascuno, il risveglio e attivazione dei centri, trasforma in maniera fondamentale la psicologia e la personalità del praticante.
Una tra le più belle descrizioni dell’esperienza del risveglio della Kundalini, ci viene da un grande Santo indiano, vissuto nell’ottocento Sri Ramakrishna (1836-1886), grande devoto della Dea Kalì, una delle forme divine venerate nel Tantra.
«Ci sono cinque tipi di samadhi [vale a dire, di estasi spirituale]. In essi la sensazione della Corrente Spirituale è simile al movimento di una formica, di un pesce, di una scimmia, di un uccello o di un serpente. A volte la Corrente Spirituale sale lungo la colonna vertebrale a passo di formica, Altre volte, in samadhi, l'anima nuota gioiosamente nell'oceano dell'estasi divina, come un pesce. Altre volte ancora, quando sono sdraiato su un fianco, sento che la Corrente Spirituale mi spinge come una scimmia e gioca con me allegramente. Io sto fermo e la Corrente, proprio come una scimmia, improvvisamente con un sol balzo raggiunge il sahasrara. Per questo mi vedete sobbalzare. Altre volte, la Corrente sale come un uccello che salta di ramo in ramo. I punti in cui si ferma sembrano in fiamme (...) E a volte la Corrente Spirituale si innalza come un serpente. Muovendosi a zigzag, alla fine raggiunge la testa e io entro in samadhi. La coscienza spirituale di un uomo non si risveglia se non è risvegliata la sua Kundalinî.»
«Appena prima che raggiungessi questo stato, mi era stato rivelato come la Kundalinî viene risvegliata, come i fiori di loto dei vari centri sbocciano e come tutto questo culmina nel samadhi. Questa è un'esperienza molto segreta. Vidi un ragazzo di ventidue o ventitré anni, esattamente simile a me, inoltrarsi nel nervo sottile sushumna ed entrare in comunione con i fiori di loto, toccandoli a uno a uno con la lingua. Cominciò con il primo centro, vicino all'ano, e passò attraverso tutti i centri: quello situato presso gli organi genitali, quello che si trova all'altezza dell'ombelico, e così via. I fiori di loto di quei centri (con quattro, sei, dieci petali, e così via) erano appassiti. Al tocco della lingua del ragazzo, si drizzarono.
Quando raggiunse il cuore, questo me lo ricordo distintamente, ed entrò in comunione con il loto del cuore dai dodici petali, toccandolo con la lingua, quel fiore, che pendeva a testa in giù, si drizzò e si aprì. Poi arrivò al loto con sedici petali situato nella gola e a quello con due petali nella fronte e per ultimo sbocciò il loto con mille petali che si trova alla sommità della testa. Da allora sono in questo stato.»
Con queste bellissime parole Sri Ramakrisna ci descrive lo scopo ultimo del Kundalini yoga, adesso descriveremo come dal punto di vista più occidentale, possiamo spiegare ciò che avviene con le pratiche del kundalini yoga.
La Kundalini simboleggia l’energia cosmica che risiede nell’uomo, (come in alto, così in basso. Il macro-cosmo e il micro-cosmo)
La troviamo attorcigliata e silente nel primo chakra che rappresenta la dimensione primitiva, fisica e selvaggia dell'uomo.
Il serpente, imprigionato a questo livello, è un forza primordiale, un potere selvaggio, è energia nervosa a carattere sessuale.
Risvegliandosi, la forza vitale, può risalire e raggiungere gli altri chakra più evoluti attivando sentimenti elevati.
C. G. Jung nel suo libro, Psicologia dell'archetipo del Fanciullo afferma che "Gli "strati" più profondi della psiche perdono l’unicità individuale man mano che scendono nell'oscurità. "Più giù" si scende, vale a dire più ci si avvicina ai sistemi funzionali neurovegetativi, più essi diventano collettivi, fino a universalizzarsi ed estinguersi nella materialità del corpo, cioè nelle sostanze chimiche. II carbonio del corpo è semplicemente carbonio. Perciò "al fondo" la psiche è semplicemente "mondo".
Quindi il fine della pratica è quello di condurre la mente a penetrare nel profondo Sè, con consapevolezza, nella dimensione dove non c'è più distinzione tra questo o quell'oggetto della materia, sia del mondo della veglia che da quello del sogno, ma l’unica realtà è solo la Luce Imperitura.
Nel percorso verso la realizzazione, l'uomo deve conoscere ed affrontare il proprio Guardiano della soglia, ( notte oscura dell’anima), non ci può essere vera evoluzione dell'essere se non si passa attraverso la liberazione, l'ascensione e la conseguente trasformazione dell'energia primitiva sessuale.
Da questo confronto si esce vittoriosi e liberi o sconfitti e prigionieri.
Questa è la prova alla base delle leggende, dei miti e delle favole, la prova più difficile che non permette l'errore. Soltanto l’eroe veramente puro potrà passare indenne questa prova e a ritornare vincitore al proprio castello.
Solo chi è puro e coraggioso, potrà sconfiggere il suo doppio grigio e attraversare l'abisso della propria notte oscura senza sporcarsi, solo chi ha per meta la vera conoscenza e l’espansione della consapevolezza, non si perderà negli oscuri labirinti dell’ignoranza che è sete di potere e di avidità.
Ed è utilizzando l’energia, risvegliando e lasciando fluire verso l'alto il potere della Kundalini, l'espressione più pura dell'energia sessuale, che potremo conquistare i poteri persi lungo quel cammino intrapreso al momento che ci separammo dall’UNO.
RACCOMANDAZIONI
Se il risveglio della Kundalini è incanalato secondo i metodi della disciplina tantrica, sotto la guida di un Maestro competente, il potere vitale, che è l'energia nervosa a carattere sessuale, apre le porte allo sviluppo di tutti i poteri dell'uomo fino al più elevato potere spirituale.
Se invece la kundalini si risveglia in un individuo non in grado di governarla ed indirizzarla, e senza una guida adeguata, possono insorgere disturbi psichici gravi, devastanti, fino a crisi di aggressività e pazzia.
Per questo molti Maestri avvertono coloro che iniziano queste tecniche, di non cercare di intraprendere da soli gli esercizi, perché essi attivano centri inconsci e, se eseguiti in maniera non corretta, possono portare a delle psicosi; inoltre, di non sopravvalutare i segni di precoce successo che possono manifestarsi nel corso della pratica.
In questo ci viene in aiuto Ser John Woodroffe (1865-1936), giudice della Corte Suprema a Calcutta, tra i più seri studiosi dei testi Yoga, che così descrive in uno dei suoi libri sul potere di Kundalini, come capire se la Kundalini si è svegliata.
«C'è un test semplice per stabilire se la Kundalini è effettivamente risvegliata. Quando essa è presente in un determinato centro, quel punto del corpo è molto caldo; e, quando essa ,se ne va, lo stesso punto diventa freddo e apparentemente privo di vita, cadaverico. La salita progressiva di Kundalini (Shakti) è quindi verificabile esternamente da altri. Quando essa raggiunge la parte superiore del cervello (sahasrara), l'intero corpo diventa freddo e cadaverico ad eccezione della sommità del capo, dove si percepisce un certo calore. È questo il luogo dove gli aspetti statico e cinetico della Coscienza si uniscono.» A. Avalon, The Serpent Power
“Molti peccatori si stanno preparando a volgersi al Divino, mentre molti virtuosi hanno da percorrere ancora molte vite Prima di potervi pensare"
Aurobindo "Lettere sullo Yoga"
SVEGLIA L’EROE CHE DORME IN TE E POTRAI VEDERE COSE INDESCRIVIBILI
HARI OM